IL FAST-FOOD DANNEGGIA CUORE E FEGATO

28 02 2008

(AGI)- New York – Uno studio realizzato su uomini e donne svedesi, magri e in buona salute, ha dimostrato come il fast-food danneggi non solo il cuore, come gia’ noto, ma anche il fegato delle persone. I soggetti hanno seguito una dieta basata sui cibi di note catene della ristorazione veloce: per quattro settimane hanno mangiato due volte al giorno nei fast-food e non hanno svolto attivita’ fisica. Alla fine dell’esperimento, gli esami del sangue hanno mostrato segni di danni al fegato; in piu’, le persone avevano messo su una media di 7 chili. I soggetti studiati ingerivano “una quantita’ abnorme di calorie”, dice Keith-Thomas Ayoob, professore dell’Albert Einstein College of Medicine di New York. Era gia’ noto che una dieta cosi’ ricca di grassi e calorie come quella dei fast-food metta a rischio il cuore, ma lo studio svedese ha per la prima volta dimostrato anche i danni al fegato. Il fegato infatti metabolizza i grassi, ma quando se ne mangiano in eccesso, il grasso si accumula nelle cellule del fegato, danneggiando l’organo.





UN BAGNO DI SALUTE: IL CIBO PIU’ AMATO DAGLI ITALIANI

19 02 2008

Il 16 febbraio al prestigioso locale milanese Le Banque, gli stilisti PREMOLI, Dario & Giovanni, insieme all’assessore al Tempo Libero del Comune di Milano Giovanni Terzi, a esperti dell’alimentazione e a personaggi dello spettacolo, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro affrontando l’argomento di una corretta alimentazione. «Non è affatto necessario –  dicono gli stilisti – vestire la taglia 38 per calcare le passerelle. Le nostre modelle da sempre sfilano in taglia 42 quella che, secondo noi, meglio esprime la femminilità e rende omaggio alle nostre creazioni».

Il messaggio è stato lanciato in maniera esplicita allestendo all’interno della sala, dove si è tenuta la conferenza, un vero set fotografico, dove la pasta – a torto reputata un alimento da evitare – è diventata il pretesto per affrontare un dibattito scottante che spesso ritorna nel mondo della moda: quello su una buona educazione alimentare.

Una modella, durante l’intervento degli stilisti, si è fatta strada tra  i presenti e si è  immersa in una vasca piena di pasta, condita con tanto di pomodorini pachino, olio extra vergine di oliva e basilico fresco, per sottolineare ancora di più il fatto che la dieta mediterranea è la più indicata per tutti – indossatrici comprese – per mantenere una linea perfetta.

Alla conferenza hanno preso parte anche il Dott. Nicola Sorrentino, medico nutrizionista, e la Dott.ssa Arianna Banderali, medico psico-terapeuta.
Sorrentino si augura che «anche in Italia l’Indice di Massa Corporeo venga preso in considerazione nella scelta delle modelle, come già fanno gli stilisti PREMOLI». Mentre la Banderali, in qualità di vicepresidente AIDAP (Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso), ha sottolineato l’incidenza di certi fattori ambientali su disturbi alimentari e l’importanza di iniziative volte a contrastare questa tendenza. «Ci sono dati scientifici allarmanti – sostiene – che dimostrano quanto l’ambiente sociale nel quale viviamo influisca sui nostri comportamenti alimentari».

 

Iniziativa da lodare certamente ma perché la trovo un po’ “silenziosa” nell’insieme di stilisti che sempre di più fanno sfilare sulle loro passerelle ragazze sempre più scheletriche?!





SINGLE SPRECONI

18 02 2008

Da un’analisi della Coldiretti emerge (sulla base dei dati Istat relativi ai consumi delle famiglie) che le famiglie con un singolo componente (che sono quasi 7 milioni) spendono fino al 60 %  in più rispetto alla media delle famiglie italiane.

I motivi della maggiore incidenza della spesa sono da ricercare sia nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che comunque, se disponibili ,risultano molto più cari di quelli tradizionali, sia nella necessità di comprare piatti pronti che gravano maggiormente sulla spesa.

A questo quindi va aggiunta la maggiore incidenza di sprechi perché è facile dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati… tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera…





Una mela al giorno toglie l’oncologo di torno!

10 12 2007

Salve a tutti!
Dopo una lunga assenza voglio riportarvi una notizia che forse alcuni di voi hanno già letto ma che comunque vale la pena riportare.

Mela

Sembrerebbe che Le persone che mangiano abitualmente mele potrebbero avere una possibilità in più di non contrarre il cancro. Questa è la conclusione di uno studio multicentrico condotto dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, del CRO di Aviano, dell’Istituto Tumori di Genova, del Pascale di Napoli, del Regina Elena di Roma e dell’Agenzia per la Ricerca sul cancro di Lione, che per circa un decennio (1991 – 2002) hanno raccolto informazioni sugli effetti delle mele su alcune neoplasie pubblicate poi sugli Annals of Oncology.
Durante lo studio, in una prima fase sono state analizzate le abitudini alimentari di 8209 pazienti affetti da tumori di diversi tipi, successivamente, i dati raccolti, sono stati messi a confronto con quelli di un gruppo di 6729 soggetti ricoverati in ospedale per patologie acute non neoplastiche.
Confrontando i pazienti che non consumavano mele con quelli che ne consumavano una o più al giorno si è osservato che, nel secondo gruppo, si riduceva del 21 per cento il rischio di contrarre il cancro del cavo orale, del 25 per cento quello del cancro esofageo, del 20 per cento quello del cancro del colon retto, del 18 per cento quello del cancro della mammella, del 15 per cento quello ovarico e del 9 per cento quello alla prostata.
Secondo i ricercatori, tale capacità preventiva dipende dalla quantità di polifenoli.
Durante lo studio si è osservato che alcune varietà di mele, quelle più antiche e di montagna, contengono una quantità nettamente maggiore di polifenoli. La renetta, una particolare qualità di mela, è quella che contiene il maggior numero di polifenoli totali (211,9 mg/100g) e, nel dettaglio, di flavanoli (200), acidi idrossicinnamici (circa 40), diidrocalconi (circa 16). Dallo studio è inoltre emerso che i benefici maggiori si hanno mangiando anche la buccia, con una riduzione dello sviluppo delle cellule tumorali di circa il 40-60%, senza di essa la ruduzione si attesta intorno al 30-40%.
Quindi tutti a sgranocchiare mele!





Lettere per genitori di bimbi obesi!

30 10 2007

LONDRA

I genitori di bambini obesi potrebbero ricevere a casa lettere in cui li si avverte dei rischi per la salute a cui sono esposti i loro figli. I bambini verranno infatti pesati a scuola all’eta’ di 5 e 10 anni,permettendo cosi’ di identificare quelli pericolosamente sovrappeso.

E’ quanto il governo britannico sta pensando di fare dopo che da uno studio da esso commissionato e’ emerso che entro i prossimi 25 anni la meta’ della popolazione sara’ obesa. Il ministro della Sanita’ Alan Johnson ha dichiarato che in futuro in Gran Bretagna l’obesita’ potrebbe ”causare una catastrofe della stessa magnitudine dei cambiamenti climatici”. ”E’ chiaro che dobbiamo impegnarci maggiormente per ridurre il tasso di obesita’ tra i bambini. Si tratta di una priorita’ per il governo e il piano proposto di pesare e misurare i bambini e’ un elemento importante”, ha affermato il ministero della Sanita’, sottolineando che nessuna decisione definitiva e’ stata presa riguardo alle lettere di avvertimento. Mentre secondo un’associazione che si occupa di combatere l’obesita’ le lettere potrebbero risultare utili per quei genitori che non si rendono conto dei rischi a cui sono esposti i loro figli, secondo altri esperti invece, anziche’ aiutare i bambini a seguire una dieta piu’ sana, le lettere rischierebbero stigmatizzarli in maniera negativa. ”Se si evidenzia il problema in maniera negativa, non si fa altro che stigmatizzare il bambino”, ha dichiarato Terry Dovey, un esperto di obesita’ infantile della Staffordshire University. La percentuale di bambini obesi di eta’ compresa tra 2 e 15 anni e’ salita da poco meno dell’11% nel 1995 al 19% nel 2005.Tra le femmine e’ salita invece dal 12% al 18,1%. L’obesita’ causa ogni anno 9.000 decessi prematuri nella sola Inghilterra e costa alla Sanita’ circa un miliardo di sterline. Fonte: Ansa/Federfarma





Bambola con tratti somatici della Sindrome di Down!

30 10 2007

Madrid

Va a ruba in Spagna ‘baby Down’, la prima bambola con i tratti somatici di un bebe’ con la sindrome di Down. Immessa sul mercato spagnolo al prezzo di 25 euro -tre dei quali andranno a favore della Fundacion Down Espana- la bambola e’ disponibile nella versione femminile e maschile. L’obiettivo, oltre a incrementare i fondi della ong, e’ quello di favorire “l’integrazione nella societa'” delle persone affette da questa alterazione cromosomica. “Baby Down non ha nulla di speciale”, ha spiegato la portavoce dell’azienda produttrice, solo i tratti caratteristici di un bebe’ con la sindrome, “con le ditine un po’ separate e la lingua un pochino all’infuori”. La bambola, le cui vendita hanno superato le aspettative persino dei distributori, e’ concepita perche’ si conoscano le necessita’ dei bambini affetti dalla sindrome; ed e’ infatti accompagnata da un foglietto che spiega quali sono le attivita’ che si possono fare per sviluppare le capacita’ dei piccoli con l’alterazione cromosomica nota come Trisomia 21.Fonte REPUBBLICA.IT

Questo aiuterà le persone, con ancora molti pregiudizi, a non considerare questi ragazzi in maniera diversa, ma come tutti noi…

Anzi posso dirvi che qualcosa di diverso hanno: una grande sensibilità e dolcezza. Purtroppo non conosco nessuna persona Down ma da quello che ho visto e ascoltato in alcuni programmi tv, hanno agomentazioni di gran lunga superiori a quelli che quotidianemante si sentono.





Caffè amaro!

29 10 2007

Ho trovato una curiosità che non potevo non riportarvi.

Sembrerebbe che la componente amara del gusto del caffè sia dovuta alla presenza di lattoni acidi clorogenici e fenilindani, due gruppi di anti-ossidanti che compaiono con la tostatura e sono assenti nei chicchi verdi. La notizia arriva dal congresso dell’American Chemical Socity grezie ad un gruppo di chimici tedeschi e americani che ,trovati i colpevoli del gusto amaro del caffè, sono già al lavoro per trovare un rimedio.

La mia opinione….? A me… me piace!








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